Sim Wi-Fi per cellulare: tutti gli smartsphone saranno wireless con SIMFi

Posted by: gabriwork  :  Category: News

SIMFi è una SIM card dotata di tecnologia Wi-Fi on board, in grado di abbattere le barriere del teethering e di favorire la comunicazione fra dispositivi in prossimità.

a cura della Redazione

Safran Gorup e Telenor Group hanno annunciato la prima SIM card con a bordo la tecnologia Wi-Fi. Un prodotto, spiega il comunicato stampa diffuso dalle due aziende, che vuole portare nuova libertà e sicurezza agli utenti dei telefoni cellulari.

La flessibilità di una connessione wireless LAN potrà essere, infatti, sfruttata su ogni tipo di cellulare e smartphone e combinata con la sicurezza garantita dalle SIM card. La SIM card è da sempre riconosciuta come l’elemento interno al cellulare in grado di offrire sicurezza e ogni giorno più di 4 miliardi di utenti la utilizzano per autenticarsi sulle reti di telecomunicazioni. Di contro, gli operatori di reti mobili, sinora, non sono stati in grado di associare alla sicurezza la possibilità di sfruttare appieno la convergenza fisso-mobile e, in particolare, di rendere più flessibili le comunicazioni tra dispositivi in prossimità.

Due cellulari possono comunicare tramite infrarossi o Bluetooth, ma in questi processi la SIM non è coinvolta. E se l’autenticazione di un utente su un PC può essere effettuata tramite carta SIM, per navigare in mobilità, la SIMFi offre una modalità standard indipendente dai differenti modi legati ai diversi tipi di modelli di cellulare e ai provider.

SIMFi, quindi, vuole offrire la possibilità di superare barriere e ostacoli legati al teethering e di connettere dispositivi mobili in prossimità in tutta sicurezza. Una SIM card che, di fatto, assume le vesti di hotspot wireless e che potrebbe consentire agli operatori di telefonia di offrire connettività broadband mobile a banda larga tramite Wi-Fi.

Autore: Andrea Galassi

http://www.editorionline.com

Gestire la struttura di un sito Web

Posted by: gabriwork  :  Category: News

Check this post Gestire la struttura di un sito Web from Siti Internet:

Nel tempo i siti Web si sono evoluti e hanno assunto caratteristiche e strutture diverse. All’inizio si trattava di siti Web principalmente di testo, molto spartani, e con contenuti prevalentemente tecnici. Si trattava di siti web che ricercatori e scienziati utilizzavano nel loro lavoro, senza alcuna esigenza di marketing o di guadagno.

Oggi non è più cosi. Oggi, l’utilizzo principale di un sito web è quello di uno strumento per incrementare fatturati e guadagni sia delle aziende che dei privati. Si presenta pertanto la necessità di avere un sito Web sempre aggiornato, con una struttura flessibile, modificabile con agilità, che consenta di effettuare test e prove di marketing per incrementarne le possibilità di sfruttamento economico.

Per cambiare la struttura di un sito Web ogni volta che le esigenze di marketing cambiano e per non incorrere nei costi proibitivi delle agenzie di web design, occorre costruire il proprio sito Web con una piattaforma CMS potente, completa e orientata al marketing e alla visibilità nei motori di ricerca

http://www.editorionline.com

Come Segnalare il Tuo Blog ai Motori di Ricerca

Posted by: gabriwork  :  Category: News

pubblicato da Francesco Gavello il 12 febbraio 2010
in: Featured | Search Engine Optimization

lab

Quello che stai per leggere è un guest post di Gianluca Crema. Gianluca ha voluto condividere con noi una panoramica dei modi più basilari che un blogger ha a disposizione per far conoscere le proprie pagine ai motori di ricerca. Un’utile introduzione, dedicata soprattutto ai nuovi arrivati.

Siamo abituati a veder comparire automaticamente le pagine dei nostri siti nei risultati dei motori di ricerca grazie al lavoro dei crawler (o spider) che scansionano in modo metodico il web consentendoci di esistere nei vasti database di Google e cugini.

Questo è sicuramente un modo passivo di approcciarsi alla questione; per essere più attivi, oltre che applicare attentamente le regole SEO, abbiamo la possibilità di fare una cosa semplicissima ma molto utile: segnalare noi stessi i nostri domini ai motori di ricerca.

Di certo non ti consentirà di comparire in pochi giorni tra i primi posti della SERP, ma sicuramente ti offrirà qualche possibilità in più e ti aiuterà a risolvere eventuali problemi.

Vediamo nel dettaglio cosa ci offrono quattro colossi della ricerca su web.


La mia scelta è caduta su questi quattro perché occupano la fetta più grande della ricerca sul web e hanno soprattutto una possibilità di segnalazione dei domini più dettagliata rispetto a motori di ricerca minori, nei quali basta segnalare il link e magari una breve descrizione per essere inseriti.

La sostanza è la stessa in tutti e quattro i casi: registriamo un account, associamo uno o più domini e confermiamo di esserne i webmaster (o comunque i responsabili del sito) caricando sullo spazio web del dominio un file (HTML, XML o TXT) con un contenuto di controllo univoco oppure, in alternativa, inserendo nel codice sorgente di una pagina un meta-tag (sempre univoco) fornito dal motore di ricerca.

1. Google e gli Strumenti per i Webmaster

Ovviamente Google è il motore di ricerca sul quale ci teniamo maggiormente a comparire essendo usato nel mondo nel 90% delle ricerche sul web e in Italia nel 96%. Dopo tutto, è anche quello che ci offre gli strumenti più interessanti e merita dunque più spazio e una spiegazione più dettagliata.

Possiamo semplicemente segnalare l’indirizzo internet di un sito ma è una procedura obsoleta che non ci interessa. Noi utilizzeremo invece i Google Webmaster Tools: una serie di strumenti per i webmaster che ci consentono di fare diverse cose interessanti. A questo servizio ovviamente si accede con l’account di Google: se ancora non ne abbiamo creato uno è davvero il momento giusto per farlo.

Una volta entrati basterà cliccare su “Aggiungi un sito…” e inserire il dominio che vogliamo aggiungere: si presenterà subito la procedura a cui mi riferivo prima parlando di verifica della proprietà del sito. Non mi dilungherò su questo aspetto in particolare, dato che è decisamente spiegato bene da Google.

1.1 Sitemap

Una delle prime operazioni che ti consiglio di fare è quella di associare una sitemap  al tuo dominio.

La procedura è elementare: sul menu di sinistra clicchiamo su

  • “Configurazione Sito” >> “Sitemap” >> “Invia una Sitemap”

definiamo l’url e la inviamo. Sarà aggiunta una nuova sitemap nella tabella che avrai di fronte e subito sotto la voce “Stato” comparirà l’icona di un orologio (che sta a significare nient’altro che l’elaborazione in corso). Dopo qualche ora o al massimo qualche giorno la tua sitemap verrà analizzata, confermata nella sua correttezza formale e saranno infine indicizzati gli URL.

1.2 Accesso crawler

Google offre un utile strumento per generare il file robots.txt. Il file robots è quel file che da istruzioni ai crawler su come comportarsi, quali pagine visitare e (soprattutto) quali escludere.

Attraverso il menu

  • “Configurazione Sito” >> “Accesso Crawler” >> “Genera file robots.txt”

basterà aggiungere regole che consentono di visitare o bloccare a certi spider o a tutti pagine o intere sezioni del nostro sito.

Per esempio se vogliamo impedire che certe immagini compaiano nei risultati di ricerca di Google Immagini basterà inserire una nuova regola con azione: “Blocca” con user-agent: “Googlebot-Image” e specificare semplicemente l’indirizzo dell’immagine.

Una volta create tutte le regole che ci interessano, copiamo o scarichiamo il file generato e carichiamolo nella cartella principale (root) del nostro sito. Attraverso la pagina Analizza robots.txt vedremo poi se sta funzionando correttamente (ricorda, ci vuole sempre qualche ora affinché il tutto si aggiorni).

Nel caso sia troppo tardi e già siano presenti link che non volevamo nella serp di Google bisognerà fare una richiesta di rimozione con:

  • “Configurazione Sito” >> “Accesso Crawler” >> “Rimuovi URL” >> “Nuova richiesta di rimozione”

1.3 Altri Tools

Oltre a questi strumenti sono presenti anche dei tool diagnostici che potresti essere curioso di testare:

  • Prestazioni del sito. Per ora tra le funzioni sperimentali, ci offre statistiche sui tempi di caricamento delle pagine e suggerimenti su come ottimizzarle
  • Errori di scansione. Per scoprire errori come il 404 (pagina non trovata) e problemi di cui non ti eri accorto dandoti la possibilità di porre rimedio.
  • Query di ricerca. Informazioni sulle ricerche degli utenti di Google che hanno restituito anche pagine del tuo sito e non necessariamente sono state visitate
  • Parole chiave. Un riassunto delle più importanti parole chiave che Google associa al tuo dominio, se tra le prime non figurano i principali argomenti del tuo sito dovresti pensare a come porne rimedio (ma questo è un altro discorso)

nd Francesco: io aggiungerei anche la sezione “Suggerimenti HTML” (sotto “Diagnostica”). È un buon modo di scoprire tutte le incongruenze a livello di codice come meta-tag description e titoli duplicati soprattutto se si usano plugin SEO configurati per metà. È un lavoraccio, ma è sempre bene affrontare questioni di questo tipo quando esistono i giusti tool a disposizione.

2. Yahoo Site Explorer

Il secondo motore di ricerca più utilizzato al mondo (perlomeno per la ricerca di pagine web) è Yahoo e naturalmente anch’esso ci offre la possibilità di segnalare i propri siti attraverso questa pagina.

Dopo la verifica della proprietà del sito, similmente a quanto fatto con Google, sarà possibile inviare i contenuti aggiungendo uno o più feed RSS. Anche Yahoo offre la possibilità di verificare tutti gli errori di scansione; se abbiamo già controllato con Google in teoria non dovremmo avere delle sorprese.

In particolare, attraverso la sezione

  • “Attività” >> “Cancella le URL”

sarà possibile rifinire la presenza in SERP eliminando tutti quei risultati di ricerca obsoleti che non corrispondono più a nessuna pagina sul tuo sito.

3. Bing Webmaster Center

Il nuovo motore di ricerca casa Microsoft ha ormai preso il posto del vecchio Windows Live e merita anche lui qualche minuto del nostro tempo che potrebbe portarci più in alto o almeno renderci presenti nella sua SERP per guadagnare qualche visita.

Da questa pagina potremo raggiungere gli strumenti che offre Bing. Dopo aver inserito il dominio e averne verificato (ancora una volta) la proprietà sarà possibile segnalare i nostri contenuti attraverso le sitemap, vedere quali link in ingresso e in uscita sono presenti e quali errori ha riscontrato lo spider.

Interessante anche la possibilità di valutare la performance di determinate keyword e di validare il proprio file robots.txt.

4. Alexa

Perché Alexa?

Seppure con i precedenti motori di ricerca abbiamo ormai coperto il 98% delle ricerche su internet credo che valga la pena segnalare i propri domini anche su Alexa: non tanto per comparire sulla sua SERP quanto per migliorare il tuo Alexa Rank.

Nonostante sia sicuramente un metro di valutazione molto discusso, questo valore viene utilizzato da numerosi servizi per calcolare la popolarità (e quindi l’importanza, anche sociale) di un sito. Per accedere alla pagina di segnalazione ovviamente bisogna registrarsi oppure fare il login -anche attraverso facebook- e come nei precedenti servizi verificare la proprietà del sito, questa volta tramite un file .txt.

Per ogni sito che segnaliamo a differenza dei precedenti servizi possiamo scrivere una breve descrizione ed esiste la possibilità di inserire delle recensioni e dare una valutazione in stelline anche da parte degli altri utenti. Questo motore di ricerca oltre stabilire un traffic rank globale assegna ad ogni dominio un traffic rank relativo alla nazione a cui è rivolto così da stilare una classifica dei siti più popolari di quella nazione.

Hai già segnalato il tuo blog ai principali motori di ricerca?
Stai sfruttando appieno tutti gli strumenti che questi ti offrono?

Ci sono altri motori che includeresti assolutamente in questa lista?

IL CONSIGLIO FINALE E’ QUELLO DI RIVOLGERSI AD UNA WEB-AGENCY CHE SAPPIA GESTIRE AL MEGLIO QUESTE FASI DI LAVORO, E IN MODO PROFESSIONALE OTTENGA PER VOI IL RISULTATO MIGLIORE PER LA VISIBILITA’ DEL VOSTRO SITO O  IL VOSTRO BLOG.

Pensiamo già a Windows 8

Posted by: gabriwork  :  Category: News

Windows 8 sarà qualcosa di completamente differente e cambierà il modo di usare i personal computer. Nuove anticipazioni sul prossimo sistema operativo Microsoft.

a cura della Redazione

È di nuovo Stephen Chapman di Microsoft Kitchen ad alimentare il buzz che negli ultimi mesi sta investendo Windows 8, il sistema operativo candidato a succedere a Windows 7 e già in lavorazione da tempo dalle parti di Redmond.

Dopo il documento sulla roadmap predisposta da Microsoft per il rilascio di una serie di applicazioni, fra le quali figurava anche il nuovo OS Windows 8, Microsoft Kitchen ha intercettato un post pubblicato da un dipendente di BigM nel suo blog, in seguito rimosso, ma visibile su MK. Un post che non rivela alcun tipo di dettaglio tecnico relativo a Windows 8, ma che parla del nuovo sistema operativo in toni entusiastici.

L’autore del post scrive che gli utenti avranno a che fare con qualcosa di completamente differente, con un sistema operativo che risponderà davvero alle esigenze e ai bisogni delle persone. Con Windows 8 cambieranno il modo in cui le persone pensano ai PC e il modo in cui li usano. È il futuro del PC, scrive il dipendente, che si dice impressionato dal processo che Steven Sinofsky, presidente delle divisioni Windows e Windows Live, ha strutturato per ascoltare le necessità e i desideri dei clienti di BigM, mettendo insieme dozzine e dozzine di team per giungere alla visione di Windows 8.

Altra carne sul fuoco arriva da John Mangelaars, Consumer & Online Regional VP di Microsoft, che, in un’intervista al magazine CIO, ha affermato che Windows 8 integrerà cambiamenti sensazionali rispetto a Seven.

Autore: Andrea Galassi

http://www.editorionline.com

La prima regola dei ricchi per guadagnare da subito

Posted by: gabriwork  :  Category: News

Fonte: http://blog.miglioriamo.it – Autore: Andrea Deltetto
regola-numero-1 La prima regola dei ricchi per guadagnare da subito

Lavorare in proprio è bellissimo: niente orari, niente capi a cui rispondere, nessuno che ti dica cosa fare.

Non solo hai tutta la libertà di gestire la tua attività come vuoi, ma hai la possibilità di costruire la tua prosperità, non come obiettivo fine a se stesso, ma come parte del tuo percorso di miglioramento e crescita personale.

L’infomarketing è uno strumento eccellente per ottenere entrambe le cose. Puoi creare una tua attività su internet per passare agli altri le tue competenze migliori, guadagnando nel frattempo molto bene.

Se poi vuoi saperne di più, ti consiglio di guardare Guadagnare online con le tue passioni? Tutta la verità! il Video Seminario gratuito di Italo Cillo sull’infomarketing.

Il raggiungimento della prosperità, comunque, passa per la propria realizzazione personale e professionale e per la costruzione di un rapporto equilibrato con i soldi.

Per costruire un’attività di successo, infatti, c’è una regola fondamentale da imparare. Non lo dico solo io, anche se l’ho provato in prima persona e posso confermare che è vero.

Lo dicono tutti quelli che hanno costruito business di successo, che hanno conquistato benessere e prosperità: chiunque te lo può confermare.

La regola n° 1 è questa: paga te stesso per primo.

Sai perché? Perché non devi mai trovarti a lavorare senza guadagnare nulla:produci poco e rendi ancora meno.

Pagarsi uno stipendio è importante per tante cose: per mantenere alta la tua autostima e la tua motivazione, per darti l’energia per andare avanti.

Grandi esperti come Robert Kiyosaki sostengono addirittura che devi pagarti prima di pagare tasse, bollette e tutto il resto. Secondo lui, visto che le tasse le devi pagare per forza, ma che sul tuo stipendio potresti essere tentato di economizzare per risparmiare, devi prima pagare te stesso e poi tutto il resto.

Se poi non hai i soldi sufficienti per pagare le tasse, dice ancora Kiyosaki, la necessità ti aiuterà a trovare buone idee per guadagnare i soldi per tasse e bollette, visto che quelle, comunque, le devi assolutamente pagare sennò sono guai.

Scegli tu come procedere, in ogni caso non dimenticare mai la regola vera di chi ha costruito la propria ricchezza: pagati!

La mancanza di guadagno può infatti ostacolare fortemente la tua creatività e, di conseguenza, il tuo business. Non guadagnare nulla aspettando tempi più floridi può farti perdere in motivazione ed energia da investire nei tuoi progetti.

Naturalmente, pagarti lo stipendio significa che dovrai trovare il modo per guadagnare i soldi che ti occorrono. E trovandoti nella situazione, le idee arriveranno: ti darai da fare per trovare il modo di guadagnare per poterti pagare lo stipendio e continuare a lavorare sul tuo business!

Dedicato alla tua realizzazione,

Andrea Deltetto

http://www.editorionline.com

iPad a 99 euro: i prezzi previsti in Europa e in Italia

Posted by: gabriwork  :  Category: News

3 Austria propone iPad a 99 euro in bundle con abbonamento biennale. Per l’Italia e il resto dell’Europa regna ancora incertezza sui prezzi del tablet di Apple.

Googol uno dei domini internet più visitati al mondo comprato da Google

Posted by: gabriwork  :  Category: News

Nel settembre del 2009 Google ha registrato il dominio 1e100.net. A cosa serve? C’è chi evoca Caffeine e Spanner e chi parla di scherzo. Ecco cosa si sa.

Il dominio 1e100.net, secondo le rilevazioni di Alexa, è stato visitato da circa il 3% dei netizen in tutto il mondo e si piazza al 44esimo posto nella classifica mondiale dei siti Internet più visitati. In poche parole, scrive Cade Metz su The Register, 1e100.net raccoglie più visite di AOL, Apple.com e BBC.
1e100.net altro non sarebbe che una sorta di doppelgänger, che, in lingua tedesca, indica una copia spettrale di una persona vivente. Nel contesto della Rete, 1e100.net si configurerebbe come una copia di un altro dominio. Ma quale? Il nome 1e100 potrebbe riferirsi alla notazione scientifica 10 elevato a 100, un 1 seguito da 100 zeri, altresì nota come Googol.

Si narra che intorno al 1920, durante una passeggiata con i nipoti Milton e Edwin, il matematico Edward Kassner chiese ai due di suggerirgli un nome che suonasse bene per un numero molto grande, appunto un 1 seguito da 100 zeri, e che Milton rispose “googol”. Googol, che per Kassner indicava sostanzialmente il limite ultimo dell’immaginazione umana, fu fonte di ispirazione per Brin e Page, che chiamarono la loro azienda Google.

Se si visualizza la Whois Information relativa a 1e100.net, si scopre che il registrant è infatti proprio Google, che il dominio è stato registrato il 24 settembre 2009 e che vi sono elencati 4 domain server. Perché Google avrebbe registrato 1e100.net? L’azienda, interpellata da The Register, spiega che il dominio è utilizzato per identificare i server del network di BigG, una spiegazione che non convince molto, anche alla luce del fatto che numerosi utenti hanno constatato che i servizi di Google, da Chrome a Google Chat, a Google Adsense, a Gmail, a Google Earth, si interfacciano con questo dominio misterioso.

Quale, allora, il ruolo di 1e100.net? C’è chi ipotizza che abbia a che fare con Google Caffeine, chi con Google Spanner e chi, molto più semplicemente, lo definisce un joke, uno scherzo. Ma non basta: è bizzarro che la denominazione del sito sia 1e100. Probabilmente la giusta denominazione avrebbe dovuto essere 10e100, dal momento che 1 elevato alla centesima potenza fa sempre 1 e non il googol di Kassner. Un altro mistero ancora senza soluzione?

Fonte:  a cura della Redazione di webmasterpoint.org

Autore: Andrea Galassi

http://www.editorionline.com

Tendenze: dove vanno il commercio e il marketing “elettronico” oggi ?

Posted by: gabriwork  :  Category: News

Il tam-tam mediatico insiste, le community discutono, i forum fermentano, comunque la rete ci ripropone ogni giorno il cambiamento epocale sul piano socio-economico compiuto dal nuovo marketing e dal nuovo commercio. Poi impazzano i “miti”, quelli che hanno fatto i soldi perché prima di altri hanno capito come muoversi in questo ambiente, e hanno saputo cogliere l’interesse degli internauti, ovvero come farli “spendere” a proprio vantaggio.

In tutto questo c’è qualcosa di vero, come c’è qualcosa di mitico o esagerato. Vediamo di capire dove sta l’equilibrio. Non si può negare che non si può più fare marketing e pubblicità come una volta, oppure che se vogliamo ancora farlo come prima i costi sono altissimi. Però, delle nuove tecniche di marketing, quelle tecniche che con costi piuttosto bassi riescono diffondere un marchio o un prodotto, nessuno sembra voler parlare. O per meglio dire, tutti sembrano voler rivelare segreti epocali, però poi al momento di parlare ci troviamo in un vincolo cieco con un link a pagamento… e a quel punto non rimane che fidarsi di colui che vuole svelarci l’arcano, oppure tornare indietro con l’acquolina in bocca.

Questo è sicuramente un atteggiamento di “marketing” da correggere. Non si può sempre credere che qualcuno abbia in mano il segreto per vincere su internet, altrimenti gli altri diecimila che dicono la stessa cosa (e magari sostengono che gli altri segreti non sono validi), in realtà, che cosa proporrebbero? E chi ha ragione tra i diecimilauno che posseggono “il segreto” per vincere su internet?

E’ ovvio che il futuro non si giocherà più a colpi di grida e proclami su chi ha il segreto per vincere, ma il terreno su cui si svolgeranno le prossime battaglie sarà il terreno della competenza e della professionalità. Non dico che chi grida non è professionale, ma forse tra un po’ di tempo non incanterà più nessuno con quelle interminabili “lettere di vendita” che portano il cliente a comprare o ad adottare un nuovo metodo di marketing.

http://www.marketingpmi.net

Gartner e Sophos: non è oro tutto quel che è Social in azienda

Posted by: gabriwork  :  Category: News

Check this post Gartner e Sophos: non è oro tutto quel che è Social in azienda from itespresso.

La febbre dei social network contagia tutti. Ma la società d’analisi Gartner avverte: molti progetti enterprise 2.0 falliranno, solo un quarto avrà successo. Sophos mette in guardia dallo spam che giunge dalla galassia dei social network

I Social network dominano le cronache, e il business cerca di reinventarsi in chiave social. Ma non tutti i progetti social che sono stati messi in piedi, avranno successo: molti progetti verranno falcidiati dal mercato, e solo il 25% delle aziende userà i dati del social networking per migliorare performance e  produttività entro il 2015, secondo Gartner.

La società d’analisi Gartner stima anche i micro-blogging di fascia aziendale (progetti standalone) avranno meno del 5% di penetrazione entro il 2012.

Secondo Gartner, il 50% delle iniziative social media in salsa business avranno riscontro, contro il 20% delle iniziative IT.

Ma se non è oro tutto quel che Social-luccica in azienda, bisogna dire che non è neanche No-risk. Infatti Sophos (PDF) avverte che nel 2009 su 500 aziende il 70% ha registrato un balzo negli attacchi spam e malware via siti social networking.

Il 50% delle aziende ha ricevuto spam dal social-networking e il 36% è stato affetto da malware dal Web 2.0. Metà delle aziende permette ai dipendenti di visitare Facebook, contro il 13% di un anno fa. Il punto, spiega Sophos, non è bannare Facebook, bensì monitorare la sicurezza in azienda.

Intanto è partita la Social media Week, fino al 5 febbraio: in contemporanea a New York, Berlino, Londra, San Francisco, Toronto e São Paulo (in livestream.

http://www.marketingpmi.net

Dimostrazione dell’integrazione di WordPress con AdSense

Posted by: gabriwork  :  Category: News

Introduzione

Esistono diversi plugin per WordPress che consentono l’integrazione di banner AdSense. In questo articolo andremo a presentare il modulo Advertising Manager, giunto ormai alla versione 3.4.10 ed installabile sulle versione di WordPress a partire dalla 2.5.0.

Il componente

La peculiarità di Advertising Manager, risiede nella capacità di generare in alcuni casi il codice dei singoli banner “automaticamente”, senza la necessità di dover copiare ed incollare il codice dello stesso, riducendo così potenziali errori che potrebbero compromettere la corretta visualizzazione del nostro sito, nonché il corretto funzionamento degli annunci AdSense. Altra interessante caratteristica è dovuta alla possibilità di inserire gli annunci all’interno della sidebar collocandoli nelle posizioni a noi più congeniali, perché occorre ricordare che la riuscita di un programma d’affiliazione dipende anche da come e dove vengono posizionati i vari banner.

Installazione

La prima operazione da compiere è naturalmente reperire il pacchetto per l’installazione, operazione resa possibile utilizzando il link ufficiale relativo ad Adversting Manager. Terminato il download del file compresso, occorrerà estrarne il contenuto in una qualsiasi locazione del nostro hard disk al fine di procedere all’upload all’interno della cartella wp-content\plugins utilizzando un client FTP (es. FileZilla).

Eseguito l’upload si dovrà come sempre procedere all’attivazione del componente, per far ciò naturalmente ci collegheremo al back end di WordPress come amministratori ed entreremo all’interno della sezione “Gestione plugin” per poter selezionare la corrispondente voce.

http://www.marketingpmi.net

FONTE:

www.html.it Antonio Avolio 22 Gennaio 2010